lipkit

Good American e Kyle Cosmetics alla conquista del mondo.

Se siete persone degne di camminare questa terra, sapete indubbiamente che il clan Kardashian-Jenner sta lentamente, ma inesorabilmente, conquistando il mondo.

Facendo finta che la tragedy avvenuta a Kim due settimane fa non ci tocchi nel profondo (non la vediamo sui social da allora, se non si palesa a breve faccio un macello), questi ultimi giorni sono stati molto importanti per la nostra amichetta Khloè e per quella stupida di Kylie.

La prima proprio ieri ha lanciato nel mercato la sua marca di jeans, la Good American, dalla taglia 0 alla 24, perché sì. Lei che prima era un po’ cicciotta (e pare che Trump nel 2009 l’abbia cacciata da The Apprentice proprio per quello. Come se non avessimo già abbastanza motivi per disprezzarlo) e che ora si sfonda di palestra ma ha comunque un fondoschiena delicatissimo, ne sa a tranci dei dramah nel trovare dei jeans se sei formosa (NON curvy, quello è un termine orribile che nessuno dovrebbe usare mai).

Se vi va di fare un giro sul sito e piangere sul conto corrente, fatelo, ma il più economico costa 135$ e allora ciao Khloè ciao.

Kylie, piccola imprenditrice che non è altro, sta per lanciare la sua Burgundy palette con colori sobri ed eleganti come solo lei sa fare, a due settimane di distanza dai nuovi altrettanto sobri lipkit. Questa ventenne sta costruendo un impero e noi qua, a chiederci perché lei sì e noi no.

Tra l’altro, solo grazie allo shipping a 5$, ho finalmente tra le mani il mio lipkit.

Posie K, che era in pratica l’unico mettibile e non sold out. Raga io vi giuro non ci credevo mai ma è FAVOLOSO. Non se ne va nemmeno con litri di acqua micellare. Tiene come se non ci fosse un domani e soprattutto arriva in una scatola adorabilmente tamarra con dentro un cartoncino su cui c’è scritto quanto Kylie ci ringrazi per aver comprato le sue cosine, quanto si sia divertita a farlo e quanto spera che ce lo godremo tanto, sto lipkit, perché lei ci ha messo il cuore e l’anima.

Kylie, Khloè, insegnateci a vivere, vi prego.