Le app anti Uber dedicate alle donne

Le molestie alle donne sulle macchine di Uber da parte dei guidatori sono un problema. Anche le molestie alle donne fuori dalle macchine di Uber e di Lyft, suo concorrente sono un problema. (I tassisti italiani invece hanno un problema proprio con Uber.)

Così negli Stati Uniti sono nate prima SheTaxis, a New York, SafeHer, nella zona di Boston e SeeJaneGo, nella zona di Los Angeles, tre app di trasporto privato dedicato esclusivamente alle donne, con guidatrici donne e passeggere donne. Gli uomini saranno ammessi ma solo accompagnati. Ogni guidatrice avrà un controllo multiplo basato controllo dei precedenti penali e automobilistici e un sistema di rating.

Ma c'è chi, nel caso di SafeHer, ha gridato alla discriminazione sessuale, almeno seguendo le leggi del Massachusettes. Sembra assurdo che si arrivi a questo, tutto questo.

“Vogliamo sottolineare che le donne, per la natura stessa della sharing economy, sono state fondamentalmente escluse.” ha dichiarato William Jordan ”Questa è un'opportunità per partecipare alla gig economy. Stiamo creando una comunità di donne che aiutano altre donne a raggiungere degli obiettivi, sia privati che professionali".


YOU GO, GIRL!
DONNE CHE LAVORANO, TALENTI EMERGENTI E ALTRE ECCELLENZE GEN(D)ERICHE

di Antonia Caruso

Antonia scrive col pensiero, coi gatti e coi capelli. In genere su Ericosìcarina | Gender e antigender ma anche da altre parti.

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MOMO: idratazione massima anche in estate

Amica, in estate i tuoi capelli sono crespi e aridi come cactus? Vieni da Riccio e lasciati coccolare dalle note fruttate di MOMO Hair Potion di Davines.

La sua formulazione leave-on è caratterizzata da una texture setosa ed è indicata per idratare in profondità tutti i capelli che ne hanno bisogno. Non appesantisce, dona idratazione, lasciando i capelli morbidi e lucenti.

A base di melone giallo Cartucciaru da presidio Slow Food, MOMO è anche shampoo e conditioner; usali per un trattamento idratante completo, fresco, rigenerante, vitaminico e perfetto durante l'estate, quando i tuoi capelli hanno più bisogno di acqua e sali minerali.

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Il Club delle Impedite: un ultimo con-turbante appuntamento

Con la riunione di ieri sera, Il Club delle Impedite ha salutato tutte le sue adepte con un augurio: che l'estate arrivi e senza alcuna paura della ricrescita! 

La serata dedicata al turbante è stata senza alcun dubbio la più folle e spumeggiante della stagione, vi siete cimentate in creazioni di altissimo livello, superato difficoltà e calura estreme. E sapete una cosa? Eravate bellissime. Tutte quante, nessuna esclusa. 

Ci piace pensare di essere riusciti ad accompagnarvi in un piccolo percorso: con Claudia D'Angelo alla guida, vi abbiamo portato agli aperitivi imbarazzanti, ai primi appuntamenti galanti, alle serate in discoteca, agli incontri di lavoro, ai matrimoni... e con l'affetto divertito di un'amica che vi guarda camminare per la prima volta su dei tacchi troppo alti per voi, vi abbiamo ammirate riuscire ancora una volta ad essere assolutamente favolose.

La reginetta incoronata di ieri sera non poteva che essere quella maldestra di Vilma a.k.a. Villy, ma dovere di cronaca ci impone di dire che si è guadagnata il suo diadema con grande sforzo, combattendo duramente contro una Zia Assunta agguerritissima e una Marcy tutt'altro che abile.

Ora siete tutte diplomate in Impacciataggine e Soluzioni Applicate. A ottobre ricominciano i corsi del Club delle Impedite da RiccioCapriccio e abbiamo già in serbo per voi grandi sorprese. Per ora godetevi il sole, il mare e i vostri splendidi turbanti. Ci rivediamo in autunno!

Grazie. :)

One Tree Hill. Del basket chissenefrega, ma quanta bellezza

Su Rai2, tanti anni orsono, andava in onda una serie tv bellliiissima con uno dei personaggi meglio scritti di sempre: Brooke Davis.

A Tree Hill la gente si vestiva tendenzialmente molto male, soprattutto la povera svantaggiata Hailey che inspiegabilmente è finita a sposarsi quello gnocco di Nathan. La gente ancora a giro si chiede “in che senso?”, visto che lei osava uscire di casa coi poncho di lana e delle scarpe che manco quelle ortopediche erano così antiestestiche.

Peyton, in compenso, era una cifra triste e già che c’era lo esternava con i suoi vestiti neri, le sue giacche di pelle e i suoi disegni tanto tanto macabri. Tanto disagio, tanti problemi, ma quanto era bona mannaggia a lei.

Certo, mai quanto Brooke che, se nelle prime stagioni andava in giro vestita da vacca e si faceva trovare nuda nelle macchine dei compagni di classe (Brooke io ti amo, ci hai insegnato tanto nella vita), nelle ultime era diventata un donnino per bene con la sua linea di moda favolosa e quasi elegante.

Poi beh, c’erano gli uomini. Nathan, come già detto, era molto notevole. Ma pure Lucas, tenebroso e noioso quanto basta, faceva la sua porchissima figura coi vestiti da povero che gli davano in dote. INDIMENTICABILE la scena del pilot in cui lui viene quasi investito dalla macchina di Peyton mentre passa con quella felpa grigia con cappuccio che ha fatto storia.

Belli, e bravi, TUTTI.

(Tranne Mouth. Lui porello proprio no.)


IO VERAMENTE LA FAVOLOSITA'
LA FAVOLOSA RUBRICA SPIN-OFF DI IO VERAMENTE GUARDA

di Francesca Giorgetti

29 anni, ultimamente romana ma pratese per sempre. Appassionata a livelli patologici di serie tv e Maria De Filippi. Lavora in tv e scrive di serie anche su Io Veramente Guarda.

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Letture per l’estate, titoli da ombrellone però di qualità

Luca Ricci ha scritto per Ricci & Capricci, la sua rubrica su Il Messaggero che già dal nome ci piace tantissimo, una lista di libri da portare in vacanza. La ricondividiamo qui per voi! 

Ma perché sotto l’ombrellone bisogna sempre leggere libri pessimi? Best seller con trame dopate, giallini (stranieri o nostrani fa poca differenza, conta il diminutivo), chick-lit (sciocchezzai pieni di “cuore, sole e amore”), bio di cantanti o calciatori, ricettari. Per provare a contrastare questo luogo comune, di seguito ecco alcuni titoli per l’estate che mi sentirei tranquillamente di poter definire più che ottimi. Perché la lettura leggera- nei mesi da giugno a settembre sinonimo di “estiva”- non deve per forza di cose essere frivola.
 
“La letteratura italiana ha uno scrittore che non assomiglia a nessun altro”. Così Italo Calvino presentava Giorgio Manganelli al pubblico francese in occasione dell’uscita di Centuria oltralpe, nel 1985. Ma il discorso torna utile anche oggi che “Centuria” (Adelphi, pag. 316, 13,00 €) è appena uscito in formato tascabile. Sì perché Manganelli si può dire ancora un autore inedito e tutto da scoprire anche da noi, e non c’è niente di meglio di questi terribili raccontini metafisici per iniziare a conoscerlo.
 
A molti il suo nome non dirà assolutamente nulla, eppure Breece D’ J Pancake è una specie di mito per una nicchia ancora ristretta di appassionati. Morto suicida a soli ventisei anni, ha lasciato un unico libro di racconti intitolato “Trilobiti” (minimum fax, pag. 191, 16,00 €) in cui canta le piane del West Virginia e un’America desolata e minore con il calore entusiastico dell’autodidatta principiante e, al contempo, con i trucchi di un precocissimo maestro.
 
La leggerezza anziché il tema può riguardare la forma, quando ad esempio un’inchiesta prende il passo di una storia e, come all’interno di un caleidoscopio, i fatti vengono raccontati da diversi punti di vista: è il caso de “I treni non esplodono” (Piano B, pag. 155, 15,00 €) di Federico di Vita e Ilaria Giannini, in cui si ricostruisce la tragedia viareggina del treno merci carico di Gpl deragliato il 29 giugno 2009, e a parlare in prima persona sono un pompiere o il capostazione, un vigile o un autista della Croce Verde.
 
Tra il 1918 e il 1921 l’austriaco Karl Hans Strobl diresse quella che può essere definita come la prima rivista interamente dedicata al fantastico su scala mondiale, antesignana di Weird Tales. Adesso è possibile leggere una sintesi di quell’esperienza- fondamentale per chi voglia destreggiarsi e confrontarsi con il fantastico, genere che ama fantasmi e incubi- in “Il giardino delle orchidee” (Hypnos, a cura di Alessandro Fambrini, pag. 159, 20,00 €, con riproduzioni di illustrazioni e copertine d’epoca).
 
“Un giorno di festa” (Neri Pozza, pag, 139, 15,00 €) di Graham Swift è un romanzo nel solco della più classica tradizione inglese del dopoguerra: due famiglie dell’upper class immerse nelle verdi contee londinesi che consumano le loro domeniche un picnic via l’altro e la purezza di una promessa di matrimonio macchiata da una relazione ovviamente clandestina e ovviamente scandalosa. Con tanto di colpaccio di scena e decoro in frantumi.
 
Antonio Delfini e Silvio D’Arzo sono forse gli scrittori italiani più irregolari del nostro novecento; di sicuro per lunghi lacerti del novecento invisibili, scrittori amati da scrittori (a volte anche detestati, a onor del vero) e nulla più, soggetti a riscoperte lampo e ad altrettanti repentini oblii, chi volesse adesso riscoprili definitivamente può provare con “Scrittori da un ducato in fiamme” (Corsiero editore, pag. 155, 17,50 €) dello studioso Alberto Bertoni, dove l’innegabile piglio accademico è sempre temperato da una prosa discorsiva e perfino, a tratti, narrativa.
 
Ogni estate ciascuno di noi sogna di smaltire un po’ di libri arretrati, usciti magari da qualche anno e ancora non letti. Stavolta la mia preferenza va a "Cancroregina” (Adelphi, pag. 96, 10,00 €) di Tommaso Landolfi, il nostro scrittore più “weird” e immaginifico, ancora in attesa di essere tirato giù dal pantheon e conquistare la platea trasversale e ampia che meriterebbe. In questo delirio del 1950 uno scrittore scontento di sé (quale scrittore non lo è?) s’imbatte in uno scienziato pazzo che lo imbarca nella sua navetta per un viaggio spaziale in cui la catastrofe finale sarà un monologo esistenzialista sul “nulla”, degno di un Sartre o di un Moravia.

Leggi qui tutti gli altri articoli di Ricci & Capricci!

Un Dyson Supersonic per la vittoria!

Non so voi ma io parlo sempre.

Mi sveglio e parlo, fumo e parlo, mangio e parlo, anche in questo momento scrivo e parlo, insomma non sto mai zitta.

L’unico momento in cui taccio è quando mi asciugo i capelli ma solo perché non riesco a sentirmi.

Qualche giorno fa, la svolta: scopro che Dyson (sì, quella degli aspirapolvere galattici) si è inventata un nuovo fon*. Un fon SILENZIOSO.

Ora, elenchiamo le caratteristiche pallose di un asciugacapelli:

-       fa rumore (come li ascolto i messaggi vocali con quel casino?),

-       spara calore a palla e si surriscalda (risultato: ustione e capelli secchi come il Sahara),

-       è pesante (se ne usi uno da viaggio nel tempo di una piega hai raggiunto l’età senile),

-       il diffusore universale NON è davvero universale.

Il signor James deve aver letto il mio diario segreto perché ha praticamente rivoluzionato l’apparecchio che tutte conosciamo.

Il Dyson Supersonic è:

-       leggero (pesa la metà di un fon tradizionale),

-       ha un microprocessore nel braccio dello strumento e non nella testa come al solito,

-       il getto è preciso e non oltrepassa i 150 gradi Celsius (zero capelli bruciati),

-       ha quattro livelli di calore differenti, incluso il getto freddo che serve per fissare la piega,

-       ha tre accessori MAGNETICI, applicarli è un gioco da ragazzi: un diffusore per i ricci, un becco per i lisci, un concentratore per definire l’acconciatura ciocca per ciocca,

-       ha degli ammortizzatori acustici nel motore per attutire il rumore.

La perfezione. Unico neo? Costa TRECENTONOVANTANOVE euro e sarà disponibile sul mercato da settembre 2016.

Sfoderate i porcellini, fate la cresta sulla spesa. Rubate i centesimi in chiesa: mai più senza.

 

*Incredibile, oh. Si scrive "fon".


SHUT UP AND TAKE MY MAKE UP! COME ESSERE SE STESSE MA MEGLIO

di Tamara Viola

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UnReal. La metatelevisione in grande spolvero

Lifetime solitamente non si presenta come un canale favoloso con programmi favolosi, ha partorito per lo più sciocchezze e poi, a un certo punto, ha deciso di fare il figo e ha mandato in onda una serie che s'intitola UnReal. E da lì applausi.

UnReal è un drama che racconta il dietro le quinte del fittizio Everlasting, reality che si ispira neanche troppo velatamente a The Bachelor, programmone di punta della televisione americana arrivato alla ventesima (!) stagione.

In Everlasting, un bono deve conoscere tante bone e infine sceglierne una con cui amarsi forever. Un po' come Uomini & Donne ma con decisamente meno stile.

Le pretendenti vengono pilotate con tantissima cattiveria dalla show runner e dalla produttrice esecutiva, entrambe persone davvero orribili che venderebbero la madre per una lacrima delle corteggiatrici. Gli outfit della serie tv caratterizzano molto i personaggi, tant'è che nella prima inquadratura Rachel (Shiri Appleby di Roswell!!), la produttrice cattiva, ha una maglietta con scritto "This is what a feminist look like". Spoiler: Rachel non è femminista MAI. E' pazza e ninfomane.

Tutte le concorrenti intanto sono vestite da debuttanti con vestiti lunghissimi e fintamente romantici (che si potrebbero tranquillamente trovare su un qualsiasi negozio della Tuscolana) o in alternativa con dei bikini striminziti per fare le vacche col protagonista.

Tutto molto bello, soprattutto la cruda spietatezza con cui viene raccontato il torbido mondo della televisione. E gente, credetemi, È TUTTO VERO.


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Nuovi esperimenti: moda e stampa 3D

Se pensate che la stampa 3D applicata alla moda sia un concetto ancora fantascientifico o se non lo pensate ma siete scettiche che la stampa 3D possa andare oltre l'alta moda, beh, un po' avete ragione.

Quello che si è visto finora sono spesso più sperimentazioni di forme e materiali.

Come Energetic Pass, le scarpe spiraloidi di Neta Soreq disegnate a partire dalla conformazione delle fibre muscolari e in modo da rendere più elastica la camminata oppure la collezione Biomimicry di threeASFOUR, basata su tre spirali create da un armonografo 3D (un aggeggio che usa dei pendoli per disegnare) e sulla serie di Fibonacci.

Insomma cose belle da vedere e da immaginare e capire, ma non so quanto comode da indossare. Se qualche designer mi vuol far provare qualcosa, mi faccia sapere.

Ma non ci sono solo matti esperimenti, l'altra parola d'ordine è personalizzazione.

Grandi brand sportivi come Nike, Adidas e New Balance stanno sperimentando la stampa 3D per alcune parti di scarpe da corsa , ad esempio suole o intersuole (la parte che serve ad ammortizzare i colpi, e pare che sia la parte più importante delle scarpe da corsa), personalizzandole sul piede di chi corre.

In occasione delle Olimpiadi di Rio, Nike ha anche progettato per la velocista Allyson Felix un paio di scarpe da corsa su misura. Ci sono voluti quasi 70 modelli per trovare la forma perfetta, tomaia nera e suola cromata, alla faccia di Cenerentola.

Jess Haughton, studentessa di moda, ha ideato invece una linea di lingerie di silicone, tagliato su misura e con la possibilità di ricami, il cui nobile scopo è quello di eliminare la VPL, cioè la Linea Visibile delle Mutande (esiste un acronimo apposta, sì). E siamo solo all'inizio.


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Abbronzati, protetti e idratati con SU

I nostri fondamentali beauty tips estivi sono:

- proteggersi sempre dal sole
- idratarsi
- sorridere moltissimo <.3

Metti nella sacca da spiaggia anche i prodotti SU di Davines.

(InIn questoPer PerSU è una gamma di prodotti concepita appositamente per l'estate. Puoi scegliere tra shampoo idratante per capelli inariditi dal sole, trattamento anti-age per capelli e pelli sfruttate dalla salsedine, hair milk per idratare i capelli durante e dopo l'esposizione al sole, crema maximizer per preparare la pelle ai lunghi bagni di sole e gel aftersun restitutivo e idratante.

Vieni a scoprire da RiccioCapriccio la linea SU di Davines e goditi appieno l'estate!

Sex & The City. Il surplus del kitch e del tamarro

Sì sì siam sempre là, la fine degli anni '90 ci han regalato tante ma tante gioie e blablabla.

Oltre a Friends, oltre a DC (nope, non Democrazia Cristiana, Dawson's Creek), oltre a Buffy, c'è stata una serie tv che è diventata la bibbia delle ragazze che scrivono “ihihihi” quando ridono (per voi, nessuna pietà), di quelle che condividono le frasi stupide su Facebook e che hanno magliette con mantra tipo “Meglio morta sui tacchi che viva in ballerine” (che comunque oh, è vero).

Carrie, Miranda, Charlotte e Samantha vivevano a New York, amavano uomini per lo più erratissimi, si ubriacavano, si volevano molto bene e, soprattutto, si vestivano COLORATISSIME.

Ispirato al libro che ha ispirato la serie, c'era l'impatto visivo che aiutava un sacco la narrazione. I vestiti erano infatti una sorta di personaggio secondario molto ma molto invadente, esattamente come New York.

I vestiti erano parte talmente fondamentale della serie che intere puntate si basavano sulla scelta delle scarpe giuste, su feticisti dei piedi, sull'outfit perfetto per l'appuntamento, su sandali che si sporcavano di LIQUIDO AMNIOTICO quando l'amica stava per partorire (?) e vere e proprie storie d'amore con borse e vestitini. Cose incredibili ma che han spianato la strada per serie tv come Gossip Girl in cui la costumista prendeva davvero ma davvero tanti soldi.

Perché tra tutto quello che Carrie e le amichette sue ci hanno insegnato, è che un paio di scarpe DAVVERO ti possono svoltare la vita. E lo so, è una frase da Cessa, ma questo ci ha lasciato in eredità la serialità di quegli anni, che tocca fare?

E il filone “ODDIO I VESTITI SONO IMPORTANTISSIMI PER I FILM LE SERIE TV LA VITA” è andato avanti, confermandosi, quando nel film di Sex & the City l'abito da sposa di Carrie l'ha disegnato Vivienne Westwood. Do you know Vivienne?


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Anche i pennelli hanno un'anima

Ogni makeup junkie che si rispetti ha una quantità inverosimile di pennelli: per l’ombretto, per il rossetto, per l’eyeliner, per il blush, per la cipria, per la fame da carboidrati, per un visualizzato non risposto.

Non vi giudicherò per questo: vi stringerò a me assieme ai miei trentasette pennelli per il contouring raccontandovi come li pulisco.

Perché sì amiche: i pennelli vanno lavati. È una delle attività più noiose mai concepite nell’universo mondo ma se vi applicate una maschera e fate partire la playlist giusta, può diventare anche divertente (ci sto provando, dai!).

Per lavare i vostri preziosi figliuoli pelosi basta pochissimo: una saponetta (perfette quelle delicate, senza profumo, io adoro questa), olio di gomito e acqua tiepida.

Se preferite, potete utilizzare un detergente liquido: io ne uso uno per bambini, che si sa, stanno sempre pieni di macchie.

Bagnate i pennelli e ruotateli al centro della saponetta, delicatamente. Una volta che saranno intrisi, risciacquateli sotto l’acqua corrente fino a quando smetteranno di perdere colore.

Togliete il residuo seguendo il verso delle setole, stendeteli su un telo e guardateli teneramente: adesso sono fragili esattamente come voi quando vi lavate i capelli a casa dopo la piega perfetta del parrucchiere.

Esistono in commercio diversi aggeggi utili al lavaggio: la brush cleansing palette delle sorelle Chapman ad esempio, ma vi suggerisco di fare un giro al supermercato e trovare un grattugia mela, che funziona uguale e costa pochissimo.

Se i vostri pennelli hanno bisogno invece di una pulizia rapida, sono perfetti i brush cleanser spray a base alcolica: i miei preferiti sono di MAC, di MAKE UP FOREVER e di ELF.

Vi piace spignattare? Bene! Qui trovate una ricetta semplice semplice per prepararvi in casa questa pozione magica.

E adesso andate e lavateli tutti.


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79%Workclock, l'orologio che ti dice quando stai lavorando gratis

Cosa fare se al lavoro non ti pagano abbastanza perché sei una donna?

Mentre sei seduta alla scrivania non molto (a parte ridiscutere il contratto) ma almeno questo simpatico ed elegante orologio ti dirà il momento esatto in cui, fossimo in un mondo bello, giusto e pulito, te ne dovresti andare a casa e invece il gender pay gap ti obbliga a rimanere. Sul sito si calcola a che ora dovresti smettere in base ai tuoi orari di lavoro, poi imposti l'orologio sull'ora esatta in cui scatta il patriarcato.

Due numeri per capire la situazione. Negli Stati Uniti in un anno in media le donne guadagnano il 79% dei colleghi uomini. E parliamo di white people. Le donne latinoamericane (la minoranza più ampia) invece il 55%, le native americane il 59%, le afroamericane il 60%. Insomma dei bei dollaroni risparmiati e se sei latinoamericana praticamente lavori il doppio.

In Europa siamo messe un po' meglio, il divario è solo del 16,4% (dati 2015) e l'Italia è quarta nella classifica del gender gap tra i paesi europei con divergenza di salari, quarta nel senso che il pay gap è minore.

Certo prima devi trovarlo un lavoro, avere un contratto e sperare anche che non ti facciano mobbing.

Il 79WorkClock, ideato da MTV's Look Different, Party NY e Good Thing, non avrà un effetto sul pay gap ma può aiutare a prendere coscienza della situazione.


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Friends: gli anni '90 son tutti là, al Central Perk

Se c'è una sitcom che in tv ha caratterizzato tantissimo gli anni '90, quella è sicuramente Friends, in cui ognuno di noi sicuro si identificava con almeno uno dei sei disagiati protagonisti.

Se eri una Monica, oltre ad avere un disturbo ossessivo compulsivo abbastanza fortino, eri tutta maglioncini corti a collo alto e gonne portafoglio; Rachel se la cavava con vestiti con cui si potrebbe andare a giro anche ora senza essere necessariamente additate come Tu Madre, addirittura i mom jeans son tornati di moda (ASSURDO), ma d'altronde lei lavorava da Ralph Lauren e allora grazialcazzo; mentre Phoebe, beh, lì sì che gli outfit erano da zecca new age ante litteram. Vestitini larghi coi fiori, cappelli di paglia, gilet improbabili. Tutto molto bello se sei una drogatella fiera di esserlo e la tua canzone del cuore è Gatto Rognoso! <3

Gli uomini in compenso avevano quei vestiti un po' jolly che non li caratterizzavano tanto quanto le ragazze della porta davanti, loro sì che erano delle icone di stile. Basti pensare ai tagli di capelli di Jennifer Aniston che hanno DAVVERO segnato un'epoca. La gente andava dal parrucchiere dicendo "No, non hai capito, Jennifer se li è tagliati così e te ora me li rifai uguale quant'è vero iddio piglia 'ste forbici e daje tutta".

Poi però la Aniston c'ha quasi 50 anni e ultimamente stanno uscendo foto dove è una gnocca di proporzioni davvero bibliche e noi siam qua, ancora ad andare dal parrucchiere in cerca di un miracolo.


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Maschera viso splendida, splendente!


FUMETTO INTERCULTURA

di Takoua Ben Mohamed

Takoua è una fumettista e attivista politica, fondatrice e illustratrice di Fumetto Intercultura. Per Riccio cura una rubrica spin-off del suo celebre e divertentissimo progetto.

Leggi tutti i post i Takoua!

Purity, Jonathan Franzen. Tutto è più puro al sole

È stata finalmente tradotta e distribuita in Italia da Einaudi l'attesa quinta fatica di Jonathan Franzen: Purity. "Fatica" è il termine che si addice di più a questo romanzo: quasi 700 pagine fittissime, popolate da personaggi tutti estremamente complessi e con vite intricate, spesso scandalose, immorali e fuori legge, ognuno alla ricerca disperata di verità e purezza attraverso metodi discutibili e commoventi. Ma non è affatto una fatica quella che si compie per arrivare alla fine di quest'epopea profondamente umana e, in quanto tale, incoerente fino all'osso. 

Purity si legge tutto d'un fiato con la stessa identica emozione di quando ci si sta innamorando: quando non vedi l'ora di incontrarti con quella persona che ti scuote come nessun altro, che ti rimescola il cervello "come con un cucchiaio di legno" e ti lascia lì basito, senza fiato, ad aspettare che ti confonda ancora e ancora una volta senza alcun preavviso.

Purity ti concupisce e ti abbandona, torna per stupirti e per implorare perdono. Potete leggerne un estratto qui. Lasciatevi rapire.

E per chi non lo sapesse, è stata annunciata una serie tv ispirata al romanzo. 

Shave your beard like a man! Prodotti e consigli pratici

Non sei mai stato un tipo da barba folta e capelli lunghi. Sei un tipo più classico, minimale, ti piace avere un aspetto fresco e ordinato, per te la barba lunga è solo per hipster con tempo da perdere. Ma come affronti la rasatura? Sei sicuro di farlo al meglio? Per rispondere a ogni tuo dubbio, ecco alcuni consigli fai da te firmati dalle stylist maschili di RiccioCapriccio

La lama

Le lame con cui ti rasi devono essere sempre controllate e lavate a inizio, durante e alla fine di ogni rasatura. Una lama troppo usata è destinata a provocarti graffi e rossori sul viso.

Il momento migliore

Il momento da scegliere per ottenere una rasatura ottimale è certamente al mattino, quando la pelle è più morbida e il viso rilassato. 

Il metodo

Passare il rasoio lentamente e con leggerezza, per evitare di irritare la pelle e soprattutto per non rischiare di strappare il pelo piuttosto che tagliarlo. Rasare tutto il volto procedendo per piccole zone, le "rasoiate" non devono mai essere troppo ampie. Mai mai mai accanirsi sui peli più duri (solitamente sulla mascella), inclinando le lame del rasoio per seguire le curve del volto: questa operazione può provocare tagli più o meno profondi e una garantita perdita di tempo per tamponare la ferita. 

I prodotti

In base al prodotto scelto l'esperienza della rasatura può cambiare molto ma, che si usino schiume o gel, l'importante è distribuire una dose adeguata di prodotto sul viso, non troppa, per limitare al minimo le passate di rasoio. Prendetevi un po' di tempo prima di iniziare; lasciare agire il prodotto sulla pelle prima di rasarla è un ottimo modo per idratarla in profondità e rendere l'operazione più agevole. 

A questo punto, per un perfetto effetto Don Draper, usate un buon dopobarba che tonifichi e contrasti eventuali arrossamenti. Preferite sempre soluzioni poco alcoliche se avete la pelle delicata.

I capelli

Immancabile un consiglio di stile per i capelli. Questa volta ci aiuta Davines con i trend maschili estivi 2015/16 da realizzare scegliendo i prodotti della linea styling per eccellenza "More Inside"!