Il long bob, gioie e dolori

Care impedite con i capelli corti,

è venerdì, stasera si esce! Come vi pettinate?

Chi vi scrive ha recentemente accorciato la propria criniera di almeno 20 - 30 centimetri, il trauma che segue alla scoperta di non potersi più legare, annodare, intrecciare i capelli è forte, ma potete superarlo.

Il cosiddetto "long bob" - caschetto lungo - sa dare le sue soddisfazioni se viene mantenuto con cura sempre sciolto e ben stirato, ma non dovete cedere al regime della mono-pettinatura! Per stasera mettete da parte la piastra e tirate fuori dal vostro cassetto un paio di forcine e il fedele texturizzante spray di Davines Italia.

Prendete una piccola sezione di capelli e cotonatela leggermente con un pettine a denti stretti, dopo di che fate una ripresa dietro la testa e fermatela con delle forcine. Aiutatevi con qualche spruzzata di texturizzante per mantenere la pettinatura.

Se stirate spesso i capelli, provate lo shampoo e il balsamo MOMO di Davines, sono ideali per ridare luce e morbidezza ai capelli secchi o disidratati a causa di phon e piastra.

Le immagini di questo ‪#‎tutorial‬ sono gentilmente concesse da thebeautydepartment.com

Capelli sotto il velo: come è andata

CAPELLI SOTTO IL VELO | Estetica del velo: storia, politica, modernità è stato un evento nato dalla nostra curiosità e dal fortunato incontro con Renata Pepicelli. La serata trascorsa insieme ci ha lasciato una gran voglia di scoprire ancora di più sulla cultura e la bellezza islamica.

Il proposito di Riccio è quello di riuscire a fare comunità, di infondere leggerezza e di mettere al primo posto, sempre, l'intelligenza.

Crediamo di essere riusciti a farlo anche con il dibattito di ieri sera, per il quale ringraziamo le nostre belle e capacissime speaker: Hind Lafram, Takoua Ben Mohamed, Renata Pepicelli e Francesca Caferri. Grazie anche ad Alessandra Di Pietro per la conduzione della serata e grazie al nostro staff che ha reso possibile tutto questo con impegno e dedizione.

Grazie soprattutto a tutti voi che avete partecipato numerosissimi e che fate ogni giorno il nostro RiccioCapriccio

Il messy bun

Care Impedite,

Tumblr e Instagram ci hanno convinte che possiamo stare bene con in testa qualsiasi cosa... ed è vero! Basta sapere come fare.

Ecco i nostri ‪#‎BeautyTips‬ per uno chignon spettinato veloce e da perfetta reginetta dei social network!

1. Pettinati con una Tangle Teezer per eliminare tutti i nodi e districare ciocca per ciocca i tuoi capelli, poi raccoglili sulla testa fino a realizzare una coda di cavallo. Lascia l'elastico morbido, per un effetto più disordinato. 
2. Partendo dalla punta della coda, avvolgi i capelli attorno alla base facendo attenzione a non stringere troppo. Lasciali liberi, devono sembrare spettinati. 
3. Fissa un paio di forcine lasciando cadere qualche ciocca intorno al viso, sulla fronte e intorno alle orecchie.
4. A questo punto una spruzzata di texturizzante di Davines Italia e il gioco e fatto!

Un ultimo segreto per le irriducibili delle beach waves: per un messy bun ancora più ribelle, provate con il Sea Salt Spray Davines. L'effetto beachy è assicurato!

Capelli sotto il velo, un dibattito dal parrucchiere

Intorno al velo è acceso un confronto mai facile sia nei paesi a maggioranza musulmana sia in quelli occidentali. 
Chi lo indossa, lo racconta come espressione della propria identità religiosa e culturale e, in alcuni casi, politica; chi lo critica lo considera un ritorno al [...]

Dillo con un centrino: The Babbionz

Di solito con il termine babbiona ci si riferisce a una vecchia signora, moderatamente rintronata, che passa le sue giornate a lavorare a maglia affondata in una poltrona tappezzata a fiori. Ma noi vogliamo parlarvi di qualcun altro. Oggi RiccioRecommended vi consiglia i lavori delle Babbionz, collettivo di artigianato creativo pescarese dalle influenze pop-punk. Le Babbionz  sono tutto fuorché rintronate; un po' Bikini Kill, un po' Pussy Riot, Claudia, Jessica, Giovanna e Valentina, uniscono con maestria lavori a maglia, velate citazioni warholiane e romanticismo squisitamente soft core.

Sul loro profilo Facebook si sono recentemente dichiarate morte, ma non credeteci. Stanno solo preparandoci a uno dei loro effetti speciali, magari a una nuova scintillante collezione primaverile.

Tenetele d'occhio!

Siri Hustvedt, L'estate senza uomini

Raccolgo l'eredità di Tamara e Alessandra e prendo in mano questo piccolo gioiello di rubrica che è #Checosastoleggendo. Come tante di voi anche io sono una lettrice forte, di quelle su cui l'editoria italiana fa affidamento per vendere anche i titoli più impensati. La mia voracità letteraria non mi rende però meno selettiva, ecco perché solo oggi mi trovo qui a proporvi la lettura de L'estate senza uomini di Siri Hustvedt. Un libricino sottile ma denso, pieno di riscritture e ripensamenti, giravolte, tensione al futuro e pensieri molli di nostalgia... e pieno soprattutto di donne. Tantissime donne di tutte le età che scrivono veloci come treni. Un breve, febbricitante e "impazzito" excursus su quello che le storie d'amore possono (farci) diventare.


"Devo ora confessare che avevo avviato una corrispondenza con il signor Nessuno. In risposta alla mia domanda su chi fosse e cosa volesse, aveva scritto: «Solo una qualunque delle tue voci, scegline una, voce profetica, voce popolare, grande oratore, voce da ragazza, voce da ragazzo, latrato, ululato, cinguettio. Offensiva, lusinghiera, arrabbiata, gentile, sono la voce venuta dal Nulla per parlarti». Ci cascai, spinta dalla mia solitudine, un tipo particolare di dolorosa solitudine mentale. Boris era stato mio marito, ma anche il mio interlocutore. Imparavamo l'uno dall'altra, e senza di lui non avevo più nessuno con cui danzare. Scrivevo ad alcuni amici poeti, ma in generale erano chiusi nel mondo della poesia, come gran parte dei colleghi di Boris erano confinati nelle neuroscienze. 
Questo signor Nessuno, invece, era un maestro di salti e contorsioni. Passava dalla Monadologia di Leibniz a Heisenberg e Bohr a Copenaghen, a Wallace Stevens, quasi senza prender fiato, e nonostante la sua follia scoprii che mi divertiva e presi a rispondergli, ad attaccarlo con contro-pensieri e nuove, contorte argomentazioni. Era un antimaterialista convinto, questo l'avevo capito. Disprezzava i fisicalisti, come Daniel Dennett e Patricia Churchland, sostenitori di un mondo postnewtoniano che aveva lasciato la sostanza nella polvere. Intellettuale onnivoro, sembrava essersi spinto fino ai confini del proprio vulcanico cervello. <strong>Non stava bene, ma era divertente.</strong> Ogni volta che gli scrivevo, mi compariva nella mente un'immagine di Leonard. D'altronde, quasi tutti hanno bisogno di un'immagine, di qualcuno da vedere, e così avevo dato un volto al signor Nessuno."

Siri Hustvedt, L'estate senza uomini (ed. Einaudi ET) pag. 73

Il Club delle Impedite Opéra Edition: come è andata

Si aperta sulle note di Casta Diva la prima riunione del 2016 del Club delle Impedite. Una piroettante Claudia D'Angelo ha condotto la serata raccontando di amori sfortunati ("Se un amore non è sfigato non lo chiamerei amore, lo chiamerei più una botta di culo più unica che rara"), passioni struggenti per oggetti più o meno inanimati ("Un vibratore sarà pure senza anima, ma si fa amare fortissimo!") e soprattutto di pettinature che sono come la vita, che "alle volte vengono, altre volte vengono meno".

Tra generose spruzzate di texturizzante, cotonature vertiginose e consueto imbarazzo generale, le nostre impedite sono riuscite a riprodurre splendide acconciature da serata all'opera e a sudare come nemmeno durante una sessione di crossfit in palestra. Regina incoronata di ieri sera è stata Sara, scelta fra tre impedite di tale spessore che la votazione è stata affidata alla saggezza - e al buon cuore - del pubblico.

Il Club torna a riunirsi a febbraio, seguici sulla nostra pagina Facebook per non perderti gli aggiornamenti.

Stay hungry, stay impedita!

Il Club delle Impedite Opéra Edition

12573866_1078765815489152_3272689823190289483_n.jpg


Dopo la pausa dicembrina, Il Club delle Impedite torna a riunirsi tra le luccicanti mura di RiccioCapriccio. Il tema della serata saranno le acconciature per andare all'opera e a svelarcene i segreti più eccentrici sarà ancora una volta Claudia D'Angelo. Perché si sa: estrarre dagli oscuri meandri di un armadio qualcosa da indossare è semplice, ma pettinarsi è tutt'altra cosa.
Non essere timida e unisciti anche tu al club!


 

3 cattivi propositi per il 2016

Oggi RiccioCapriccio ha pensato a cosa augurare alle proprie clienti per l'anno nuovo... amore, fortuna, lavoro, nuovi sogni da realizzare? Certo. Ma non vogliamo augurarvi di essere buone. Tutt'altro. Per l'anno nuovo non vi vogliamo remissive, docili, accondiscendenti o arrendevoli. I cuori di panna, lasciateli in frigo. Il 2015 è stato [...]

Club delle Impedite: Bed Hair

Come sono i tuoi capelli appena sveglia? Un cespuglio di rovi, una marea impetuosa, una specie di esplosione senza precedenti? A tutti questi interrogativi RiccioCapriccio ha risposto ieri, con la serata Bed Hair del Club delle Impedite.

foto Francesca Minonne

foto Francesca Minonne

Come sono i tuoi capelli appena sveglia? Un cespuglio di rovi, una marea impetuosa, una specie di esplosione senza precedenti? A tutti questi interrogativi RiccioCapriccio ha risposto ieri, con la serata Bed Hair del Club delle Impedite. Ad attendere le ragazze un fantastico aperitivo realizzato da oTBRed: panini gustosissimi, vegetariani e non, che hanno soddisfatto i gusti di tutti. Barbara, la nostra tutorialist del cuore, ci ha insegnato come sfruttare il volume da cuscino per una cofana trendy stile Winehouse e a realizzare una treccia che renda graziosa la nostra riga. Tutte acconciature riproducibili in cinque minuti e con l'utilizzo di forcine, forcine come se piovesse!

Ospite della serata L'Estetista Cinica, che ci ha svelato qualche trucco per arginare borse, occhi gonfi e perdita di tono. I suoi kit sono a prova di Impedita! La regina della serata è stata Mariagrazia che si è conquistata la sua corona fra uno spruzzo di lacca e una cotonatura. Ringraziamo ancora tutte le ragazze che hanno partecipato, Cristina, il nostro staff e tutti coloro che ci aiutano a diffondere le nostre iniziative. Stay hungry, stay Impedita!

Alessandra Di Pietro, Il gioco della bottiglia

#checosastoleggendo

Come è potuto accadere che alle feste di scuola media ci siano birre al posto dell'aranciata? @DeLempicka

Alessandra Di Pietro Il gioco della bottiglia - Alcol e adolescenti, quello che non sappiamo Add Editore pag. 189

Ho 18 anni e sono la figlia perfetta: studente modello, ballerina di talento, ogni estate in Inghilterra, il mio promesso sposo è un bravissimo ragazzo, i nostri genitori sono amici, le nostre madri sono più fidanzate di noi due, glielo dico spesso per riderci su ed è la verità. Alla maturità prendo 100 e lode, voglio diventare medico e tutti approvano. Faccio il test d'ingresso alla facoltà in scioltezza ma non sono ammessa. E' un crash imprevisto che fa crollare il castello. [...] Non voglio pensare a domani mattina quando mi sveglio e la felicità non c'è più, ho un senso di colpa addosso che mi fa schifo, mi sento una stronza ad averla data via a uno di cui non mi ricordo il nome e meno male sennò devo giustificarmi con le mie amiche se non mi chiama, [...]La ragazza che balla sfrenata e fa sesso con chi vuole sono io, mi sento vera e autentica ma non sono in grado di sostenere quell'audacia e le sue ricadute dentro la mia vita quotidiana. Sono su un'altalena e mi muovo tra piacere e disagio, l'oscillare non mi è più lieve, cado dentro una scissione di personalità, sono incagliata, voglio uscire da questa trama coatta. Mollo le mie amiche ma l'angoscia sale, mangio e vomito, bevo e vomito, fumo moltissimo, prendo il Prozac, mangio di più e vomito tutto, ora bevo anche da sola a casa, l'alcol è il mio ansiolitico, non c'è più allegria. Tocco il fondo, risalgo con uno psicanalista, tre sedute a settimana, dopo sei mesi sto già meglio.[...] L'alcol è stato il mio termometro e mi ha fatto scoprire quanto alte sono le temperature che posso raggiungere ma anche quanto posso cadere in basso. Ora ne ho fatto un termostato e sono io che regolo a che punto deve stare.

Club delle Impedite: il ritorno

Club delle Impedite, non vi abbiamo dimenticate! Il 29 ottobre alle 19.30 si apre la nuova stagione: parleremo di Bed Hair, i capelli che vivono di vita propria appena suona la sveglia.

Super ospite della serata? L'Estetista Cinica​, l'unica e vera guru della bellezza!

Partecipare è semplicissimo: basta prenotare indicando nome, cognome, numero di telefono e tipologia di capelli alla mail tamaraviola@ricciocapriccio.com.

Il costo della serata è di 10 euro e comprende aperitivo, workshop e beauty gift per tutte le iscritte.

Invita tutte le tue amiche, il Club delle Impedite ti cerca!

Michele Masneri, Addio, Monti

#checosastoleggendo

Perché siamo tutti un po' hipster dentro. @DeLempicka

Michele Masneri Addio, Monti Minimum Fax pag. 167

Siamo qui da oltre mezz'ora in questa Sma pregiatissima di via dell'Amba Aradam con le famigliole che si affollano per lo spesone domenicale, e forse non è stata una grande idea venirci proprio di domenica, nel tardo pomeriggio, doveva essere l'ora del cazzeggio ma è invece tutta una cosa di strepiti e urla middle class intorno alle cassiere giustamente isteriche, con le mèche in decomposizione sulle teste pesanti di pensieri faticosi. Non c'è dubbio, è una vera e propria coda, da rientro dal mare, da weekend pasquale, tutti con i carrelli zeppi di junk food - gli altri, non noi - e ognuno attento alle precedenze, ai sensi di marcia, alle possibili collisioni: non c'è traccia di quel dominio dei sensi che era un tempo questa Sma: pregiatissima ancorché rara - a Monti si sa non esistono i supermarket, al povero residente senza neanche uno straccio di smart vien buttata in faccia ogni volta questa sua fatale condizione. Gloria poi mi deve raccontare di questo suo nuovo lavoro alle edizioni New Limina, è chiaramente un buonissimo periodo, ha smesso con i fiori di Bach e soprattutto si è lasciata alle spalle le sofferenze gratuite con Federico, son più di due anni, dice, e però sono rimasti molto amici e si sentono spesso per parlare dei loro attacchi di panico e forse domani andranno anche a Cape Cod cioè Capocotta insieme, se è bello. Intanto niente, la fila non si muove. Non c'è che dire, siamo al proseguimento dell'ingorgo con altri mezzi: si era notato già sulla via Merulana, bloccati davanti ai palazzi degli Ori e dei Pescecani, imbottigliati tra tram e vetturette in trepida attesa: tutto un serpentone di famigliole, e anche coppie, tristi e non, emozionate, dirette verso l'Appia Nuova, l'Eur, Santa Croce in Gerusalemme, forse anche verso il mare. A quest'ora? La coda arriva ormai fino a metà del reparto Igiene Personale, il transito è impedito lateralmente, gli umori peggiorano, si vedono sguardi inferociti di odio, si odono già dentiere impiegatizie digrignanti.

Tutto quello che devi sapere sulla frangetta

La frangetta non è solo un taglio di capelli ma uno stile di vita. Uno stile che, diciamocelo, ci fa impazzire. Tutte noi l'abbiamo portata almeno una volta, l'abbiamo sognata, ci siamo guardate allo specchio e abbiamo fatto mille prove, siamo state dal parrucchiere ma all'ultimo minuto ci abbiamo ripensato, una volta abbiamo tagliato e siamo diventate le BFF della nostra piastra. Qui ti diamo qualche indicazione per non soffrire più.

Come scegliere la frangia giusta Viso tondo, quadrato, a triangolo: non importa. La frangia ti piace? Non esiste nessuna regola: sperimentare è la parola d'ordine! Se il tuo parrucchiere è in gamba, saprà trovare quella perfetta per te e per il tuo tipo di capelli. Il taglio giusto è fondamentale.

L'asciugatura Dimentica le spazzole tonde, ore e ore di phon. L'asciugatura perfetta è più semplice di quanto credi. Rivolgi il calore del phon dall'alto verso il basso, mai il contrario e accompagna i capelli con una spazzola piatta, come la Tangle Teezer, ad esempio. Vai verso destra, poi verso sinistra, infine verso il basso. Aiutati con una mousse lisciante.

Chi è riccia non può portare la frangia Non è vero! Una frangetta corta ti regala un tocco di stile se liscia e ti incornicia il viso se lasciata riccia.

Il crespo Se sei fuori casa e il crespo sta facendo impazzire la tua frangia, apri la borsetta e tira fuori il tuo burrocacao: prelevane pochissimo, scaldalo con le mani, dividi la frangia in due parti e applicalo come se fosse una crema, seguendo il verso dei capelli.

Manutenzione La frangia ha bisogno di essere ripresa: almeno una volta al mese passa dal parrucchiere per una revisione.

Fai una prova In commercio esistono tantissimi tipi di frange posticce: hanno una clip che funziona proprio come un fermaglio. Prova e scopri se davvero è quello che fa per te!

AAVV, Quello che hai amato, undici donne, undici storie vere

Quello che hai amato, undici storie di donne che lo fanno meglio. Sì, scrivere. @DeLempicka

AAVV Quello che hai amato Utet pag. 203

Riportiamo qui l'incipit di ogni racconto, perché sono tutti bellissimi.

Nadia Terranova, ME 619753

Fu sporgendosi dal finestrino di una Fiat Panda bianca targata ME 619753 che mia madre venne a dirmi che potevamo rinascere.

Mari Accardi, Imparare il mio nome in Irlanda

Il mio pseudo-figlio si chiamava Conall Whalen e aveva dei ricci così gialli che mi facevano pensare a una torta mimosa.

Giusi Marchetta, Acqua

Era quasi estate e io lo aspettavo al tavolino di un bar leggendo un libro che mi piaceva davvero.

Carolina Crespi, Ventitrè

Io ho trent'anni, Daniele ventitrè. Ci siamo seduti fuori, anche se è febbraio, e la primavera non è nemmeno all'orizzonte.

Raffaella R. Ferrè, Napoli quando devi attraversare la strada

Chiamavo mia nonna e mia madre, la lavanderia dove avevo dimenticato quel vestito.

Claudia Durastanti, Da Mario Merola a Kendrick Lamar: storia d'amore senza nessuna separazione

Sono nata a un minuto da mezzanotte in un giorno d'estate, dopo svariate ore di travaglio e un intervento che ha messo quasi a repentaglio la vita di mia madre.

Giulia Altamura, Tutti i luoghi del mio abbandono

Mi sono spesso domandata quale sia l'elemento irriducibile, la nostra definizione, ciò che ci rende un grado di rimanere noi stessi, nonostante quanto potremo cambiare o tutto quello che saremo costretti a perdere.

Flavia Gasperetti, Gioia e Fosco

I personaggi di questa storia si chiamano Gioia e Fosco, perché un nome bisognava pur darglielo.

Chiara Papaccio, Twin Peaks per principianti

Lo scorso inverno, per una serie di circostanze metereologiche straordinarie, sono rimaste bloccate sia la ferrovia che quasi tutte le strade in uscita del paese.

Serena Braida, La sugna

Carl non è un professionista. Ha cambiato almeno quattro corsi universitari, e passa le giornate provando droghe, principalmente anfetamine sotto forma di pillole dimagranti che rimedia da studentesse sovrappeso e indecise, e scavando la propria presenza sul divano.

Violetta Bellocchio, L'ospite non dorme mai

C'è un film uscito lo scorso autunno, The Guest. Fino a qui, il film intero, dall'inizio alla fine, l'ho visto tre volte.

#Beautytip: La manicure, the right way

Sei stata dalla tua estetista di fiducia: le tue mani imploravano pietà e adesso sono bellissime, curate, morbide, con le unghie laccate di un colore da urlo. Le guardi continuamente, ti senti chic, pensi Lady Gaga con un: che pivella! ti chiedi perché non lo fai più spesso, che le mani sono il tuo biglietto da visita e altre storie che hai letto sulle riviste di moda.Hai ragione cara amica, hai ragione. Qui parte però la vocina interiore che ripete come un mantra: durerà poco, durerà poco e guardi alla montagna di piatti che ti attende nel lavello con un moto di repulsione. Ok, fai un respiro profondo, noi di RiccioCapriccio possiamo aiutarti! Ti lasciamo qualche indicazione furba e low cost per il mantenimento della tua manicure (e per cambiare colore senza l'effetto Pollock).

Lo scrub Nei giorni successivi alla manicure è importante tenere sempre idratata la pelle delle mani e la zona intorno alle unghie, per evitare che si sollevino fastidiose pellicine. Ti basta aprire la dispensa: mescola un cucchiaio di miele e un cucchiaino di zucchero di canna. Massaggia a lungo senza troppa pressione e poi risciacqua con acqua tiepida: eliminerai le cellule morte e la pelle sarà giovane e fresca. Concludi con un velo di crema idratante.

Le unghie Se lo smalto non ha retto le gioie della vita quotidiana, eliminalo con un solvente senza acetone. Non c'è niente di più sciatto delle unghie con una laccatura scrostata. Una volta eliminato, passaci qualche goccia di olio di mandorle dolci più uno spruzzino di limone: un mojito idratante e schiarente per le unghie, che torneranno chiare, lucide e nutrite.

Lo smalto Sei pronta per la grande sfida: laccarti le unghie da sola. Scegli sempre smalti che non contengano sostanze nocive: formule senza toulene, canfora e formaldeide sono le migliori. Noi di Riccio utilizziamo gli Smith&Cult: scelta vastissima di colori, zero sostanze nocive e durata impeccabile. E sono altamente instagrammabili, il che non guasta. Qui un piccolo video di presentazione: per tutti i dubbi c'è il nostro staff! Usa sempre una base trasparente prima di passare al colore: protegge l'unghia e la rinforza. Per le correzioni, usa un bastoncino di legno intinto nel solvente con un po' di cotone; avrai un ottimo risultato!

Tre piccoli consigli che valgono in tutte le occasioni: - proteggi le mani con i guanti, - fai dei piccoli impacchi con crema idratante una volta alla settimana, - togli lo smalto tre giorni prima di una nuova manicure.

Pronta? Via libera al colore!

William Faulkner, Luce d'agosto

#checosastoleggendo

"L'uomo fa molto più di ciò che può o deve sopportare. E così finisce col credere di poter sopportare qualunque cosa. E questo è terribile. Che possa sopportare qualunque cosa, qualunque cosa." @DeLempicka

William Faulkner Luce d'agosto Adelphi pag. 423

Seduta sul bordo della strada, guardando il carro che viene su per la salita verso di lei, Lena pensa: 'Arrivata fino a qui dall'Alabama: una bella distanza'. Pensando non è neanche un mese che sono in viaggio e sono già in Mississippi, più distante da casa di quanto sono mai stata. ora sono più distante dalla segheria di Doane di quanto sono mai stata da quando avevo dodici anni. Prima che le morissero il padre e la madre non era mai stata nemmeno alla segheria di Doane, anche se sette o otto volte l'anno, di sabato, era andata in paese col carro, con un vestito di quelli comprati per corrispondenza e coi piedi nudi posati sul cassone e le scarpe rinvoltate in un pezzo di carta accanto a lei sul sedile. Le scarpe se le metteva poco prima che il carro arrivasse in paese. Quando diventò più grande chiedeva al padre di fermarsi prima di entrare in paese, scendeva dal carro e proseguiva a piedi. Non diceva a suo padre perché voleva camminare invece di rimanere sul carro, e lui credeva che fosse per via delle strade pavimentate, dei marciapiedi. Invece era perché secondo lei la gente che la vedeva e che la incontrava andando a piedi pensava che anche lei vivesse in paese. Quando aveva dodici anni il padre e la madre erano morti nella stessa estate in quella casa fatta di tronchi, tre stanze e un corridoio, niente reti contro le zanzare, in una stanza con una lampada a cherosene e tutt'intorno un vortice di insetti, il pavimento nudo reso liscio come argento vecchio dai piedi nudi. Lei era la più piccola dei figli viventi. Sua madre morì per prima. Disse, "Abbi cura del babbo". E così Lena fece. Poi un giorno suo padre disse, "Vai alla segheria di Doane con McKinley. Preparati a andare, sii pronta quando arriva". Poi morì. McKinley, il fratello, arrivò con un carro. Un pomeriggio seppellirono il padre in un boschetto dietro una chiesa di campagna, con una tavola di pino per lapide. La mattina dopo Lena se ne andò per sempre, anche se forse in quel momento non lo sapeva, sul carro insieme a McKinley alla volta della segheria di Doane. Il carro era stato preso in prestito e il fratello aveva promesso di riportarlo prima di sera.

Heinrich Boll, Opinioni di un clown

#checosastoleggendo

"Un artista ha la morte sempre con sé, come un bravo prete il suo breviario." @DeLempicka

Heinrich Boll Opinioni di un clown Mondadori pag. 232 euro 9,00

Era già buio quando arrivai a Bonn. Feci uno sforzo per non dare al mio arrivo quel ritmo di automaticità che si è venuto a creare in cinque anni di continuo viaggiare: scendere il marciapiede della stazione, salire il marciapiede della stazione, deporre la borsa da viaggio, levare il biglietto dalla tasca del soprabito, raccattare la valigia, consegnare il biglietto, dirigersi verso l'edicola dei giornali, comprare le edizioni della sera, uscire, far cenno a un taxi. Per cinque anni quasi ogni giorno sono partito da qualche luogo e sono arrivato in qualche luogo, la mattina ho salito e disceso scale di stazioni, il pomeriggio ho disceso e risalito scale di stazioni, ho chiamato taxi, ho cercato la moneta nella tasca della giacca per pagare la corsa, ho comprato giornali della sera alle edicole e, in un angolo riposto del mio io, ho gustato la scioltezza perfettamente studiata di questo automatismo. Da quando Maria mi ha lasciato per sposare Zupfner, quel cattolico, il ritmo è diventato ancora più meccanico, senza perdere in scioltezza. Per la distanza della stazione all'albergo, dall'albergo alla stazione, c'è un'unità di misura: il tassametro. A due marchi, tre marchi, quattro marchi e cinquanta dalla stazione. Da quando Maria non c'è più, qualche volta ho perso il ritmo, ho confuso l'albergo con la stazione, ho cercato nervosamente il biglietto ferroviario davanti al portiere dell'albergo, oppure ho chiesto all'impiegato che ritira i biglietti all'uscita della stazione il numero della mia camera. Qualcosa che non si può chiamare destino mi riportava alla mente il mio mestiere e la mia situazione. Sono un clown. Definizione ufficiale: attore comico, non pago le tasse per nessuna Chiesa, ho ventisette anni e uno dei miei numeri si chiama Arrivo e partenza: una (quasi troppo) lunga pantomima in cui lo spettatore confonde arrivo e partenza fino alla fine. Poiché questo numero generalmente lo ripasso un'ultima volta in treno (consiste di oltre seicento entrate e uscite di cui naturalmente devo ricordare la coreografia), non c'è da stupirsi che di tanto in tanto resti vittima della mia stessa fantasia: così mi precipito in un albergo, cerco con gli occhi gli orari delle partenze, riesco a trovarli, corro su e giù per una scala per non perdere il treno, mentre non devo fare altro che andare nella mia stanza e prepararmi alla rappresentazione.

Amélie Nothomb, Metafisica dei tubi

#checosastoleggendo

Di come Dio si è fatto uomo. E tutto grazie al cioccolato bianco belga. @DeLempicka

Amélie Nothomb Metafisica dei tubi Guanda pag. 121 euro 11,00

Due anni e mezzo. Grida, rabbia, odio. Il mondo è inaccesibile alle mani e alla voce di Dio. Intorno a lui, le sbarre del lettino. Dio è prigioniero. Vorrebbe nuocere, ma non ci riesce. Perciò si vendica sul lenzuolo e sulla coperta che continua a martellare con calci incessanti. Sopra di lui, il soffitto con le sue fessure; li conosce a memoria. Sono i suoi unici interlocutori, e perciò grida loro tutto il suo disprezzo. Ovviamente, il soffitto se ne infischia. Dio ne è contrariato. All'improvviso il campo visivo viene occupato da un viso sconosciuto e non identificabile. Cos'è? E' un umano adulto e, si direbbe, dello stesso sesso di sua madre. Passata la sorpresa iniziale, Dio manifesta l'insoddisfazione con un lungo lamento. Il viso sorride. Dio sa cosa vuol dire: stanno cercando di ammansirlo. Non funziona. Mostra i denti. Il viso lascia cadere qualche parola dalla bocca. Al volo, Dio le prende a pugni. I suoi pugni, stretti, gliene danno di santa ragione a questi suoni, fino a metterli K.O. Dio sa che dopo il viso cercherà di tendere la mano verso di lui. Ci è abituato: gli adulti avvicinano sempre le loro dita alla sua faccia. ecide che morderà l'indice della sconosciuta. Si prepara. Appare infatti una mano nel suo campo visivo, ma - stupore! - ha una barretta biancastra tra le dita. Dio non ha mai visto una cosa del genere e si dimentica di gridare. - E' cioccolato bianco del Belgio, - dice la nonna al bimbo che ha appena scoperto. Di queste parole Dio capisce solo 'bianco': sa cos'è, l'ha visto sul latte e sui muri. Gli altri vocaboli gli sono sconosciuti: 'cioccolato' e soprattutto 'Belgio'. Intanto la barretta è accanto alla bocca. - Si mangia, - dice la voce. mangiare: Dio sa cos'è. E' una cosa che fa spesso. Mangiare è il biberon, il purè con pezzetti di carne, la banana schiacciata con la mela grattugiata e il succo d'arancia. Mangiare ha un odore. Questa barretta biancastra ha un odore che Dio non conosce. Ed è migliore del sapone e della pomata. Dio ne ha paura e voglia allo stesso tempo. Smorfia di disgusto e acquolina in bocca. Con un'impennata di coraggio acchiappa la novità coi denti, la mastica, ma non serve: si fonde sulla lingua, rappezza il palato, gli riempie la bocca - e accade il miracolo. La voluttà gli dà alla testa, gli lacera il cervello e vi fa rimbombare una voce che non aveva mai sentito prima: "Sono io! Sono io, vivo! Io parlo! Non sono né egli né lui, io sono io! Non dovrai più dire egli per parlare di te, dovrai dire io. E io sono il tuo migliore amico: io ti procuro il piacere." E' stato allora che sono nata, nel febbraio del 1970, all'età di due anni e mezzo, sulle montagne del Kansai, nel villaggio di Shakugawa, sotto gli occhi di mia nonna paterna, per grazia del cioccolato bianco.